lunedì 18 luglio 2011

BRASILE - FRESCOBOL


Il tennis da spiaggia, alla brasiliana. Un nuovo sport per l’estate italiana, mamme a passeggio permettendo

Toc, toc, toc. Musica divina per alcuni, inferno sonoro per altri. Per i fanatici della racchetta e della pallina questo suono è miele per mosche, richiama alla sorgente come una potente calamita. Per i meditativi, che in spiaggia cercano pace e silenzio e settimane enigmistiche, un motivo di fuga verso altri lidi. Il frescobol, il tennis da spiaggia alla brasiliana, senza rete, non è per tutti. O si ama o si odia.


Le origini, i primi toc-toc
La biografia ufficiale del frescobol lo vuole nato a Rio de Janeiro tra il 1945 e il 1946, sulle sabbie di Copacabana. Allora, a Seconda guerra mondiale conclusa, animi più rilassati e maggior tempo da dedicare alle frivolezze, il senhor Lian Pontes de Carvalho, condomino dell’Avenida Atlântica, brevettò ideologicamente il gioco. Nel decennio successivo un altro abitante di ‘Copa’, l’architetto Caio Rubens Romero Lyra, stanco di consumare racchette da tennis che in spiaggia si distruggevano troppo in fretta a causa della salsedine, applicò le proprie conoscenze di bricolage alla materia e ideò una racchetta di legno apparentemente invincibile alle forze della natura marina. Un amico complice, tal Souza Lima, carpentiere domestico, fabbricò la prima racchetta, progenitrice di tutte quelle che oggi circolano lungo gli oltre 7800 km di costa brasiliana.



Il termine frescobol, secondo la biografia parallela, sembra essere stato coniato negli anni Settanta. La versione più innocente lo vuole derivato dalla semplice associazione fresco (giocare al fresco, in riva al mare) + bol (dall’inglese ball, palla). Quella meno innocua, contestata ardentemente dai maestri di questo sport (se li incontrate evitate di riferirgliela, potrebbero surriscaldarsi), lo vuole prodotto da fresco = gay, in gergo carioca o, più in generale, brasiliano, dove fresco significa delicatino, pieno di problemucci, viziatello, poco macho. In effetti negli anni Settanta il frescobol era uno sport praticato soprattutto da maschi in slip corti, e le menti portate a facili conclusioni non ritardavano nella collaudata somma due-più-due. Oggi il frescobol è praticato da padri di famiglia e da numerose donne, spesso agguerrite e capaci di dare punti ai colleghi maschi.
Lasciate le elucubrazioni etimologiche ai linguisti, torniamo alla storia. Negli anni Ottanta lo sport si diffuse un po’ dovunque in Brasile, soprattutto lungo le coste centro-meridionali, più benestanti. Allora ebbero inizio i primi, sporadici campionati, perlopiù in ambito locale. Solo nel 1994 si tenne la prima edizione del Circuito Brasileiro de Frescobol, un campionato distribuito su nove dei ventisette stati che compongo la repubblica federale. Nel frattempo si formavano le prime associazioni regionali di frescobol negli stati dove questo sport era maggiormente diffuso: Rio de Janeiro, Bahia, Espírito Santo, São Paulo, Rio Grande do Sul ecc.
Nel 2003 a Vitória si tenne il primo congresso dedicato al frescobol, e in tale occasione fu redatto un nuovo regolamento per la disciplina. Vissuto dai più come un hobby da spiaggia, in realtà il frescobol è uno sport vero e proprio, con caratteristiche uniche. Gli adepti semiprofessionisti da tempo ne cercano il riconoscimento ufficiale presso gli enti sportivi supremi (il ministero dello Sport, il Comitato Olimpico e para-Olimpico Brasiliano), senza però esserci ancora riusciti. A tutt’oggi il panorama vede una specie di casta che si alimenta di frescobol, respira frescobol, parla solo ed esclusivamente di frescobol. Sullo sfondo, i più, sportivi alle prime armi, impiegati che in spiaggia cercano l’ora d’aria per spurgarsi dallo stress e dal capoufficio, turisti, gente che deve buttar giù la pancetta e pentiti del tennis, tutti assieme appassionatamente a fare toc-toc sulle dorate sabbie brasiliane. Privi di regole scritte o di ambizioni agonistiche, ma con gran voglia di sudare e divertirsi.


Gli strumenti
Oltre alla volontà politica, chi vuole tuffarsi nell’avventura frescobol ha bisogno di qualche accessorio. In primis una racchetta degna di tale nome. Legno, di solito, meglio della fibra di vetro. Quest’ultima tende, di punto in bianco, a incrinarsi. Il legno e la fattura della racchetta, però, devono essere appropriati. Nei supermercati brasiliani sono vendute racchette un-tanto-al-chilo, buone solo per principiantissimi e bambini. Se volete partecipare al girone serio cercate di scovare una pluripregiata Forzanes, un nome una garanzia. Fabbricate artigianalmente da un capixaba (cittadino dello stato di Espírito Santo) che sa il fatto suo, non sono facili da reperire: passate al setaccio ogni negozio di articoli sportivi che va lungo il tratto di costa fra Rio de Janeiro e Salvador de Bahia, se siete fortunati verrete premiati. Le Forzanes hanno peso variabile, per ogni tipo di braccio. Una racchetta più pesante è in grado di sfidare le palle più violente, ma non tutte le braccia sono in grado di reggerle. Fate un po’ di prove-bilancia nel negozio, prima di aprire il portafogli, e all’atto dell’acquisto siate generosi: ricordatevi che il frescobol si gioca sempre in due, dunque una racchetta per gli ospiti, magari meno pregiata, vi sarà utile se sarete a corto di partner e vorrete invitare qualcuno. I prezzi sono variabili, ma per una Forzanes nuova fiammante non dovreste andare oltre la trentina d’euro.




Altro ingrediente importante, se non fondamentale, sono le palle di gomma. Marca Penn, americana del piano di sopra (made in Phoenix, Arizona, www.pennracquet.com). Ufficialmente prodotta per il gioco gringo del racquetball (altre racchette, altra filosofia), la palla Penn è vuota, solitamente blu, simile come consistenza a quella da squash (ma meno densa) e lievemente più piccola di quella da tennis (ma più reattiva). Negli USA potete acquistare il bidone da 12 pezzi o il tubetto da 3, entrambi a prezzi ridicoli: circa un dollaro e mezzo a palla. Le medesime, se acquistate in Brasile, vi costeranno 7-8$ (i negozianti ci marciano). La Penn, oltre a garantire la sostituzione della pallina se questa vi dovesse esplodere tra le mani prima che il logo della marca sia completamente cancellato dall’uso, produce anche palle viola, verdi e gialle. Le prime due, almeno per il frescobol, non hanno grandi ragioni di esistere, mentre quelle gialle sono quasi indispensabili quando la luce del giorno, o la vostra vista, cala. Follia del mercato vuole che negli USA le palle gialle siano pressoché introvabili, mentre in Brasile siano reperibili. Esistono anche altre marche minori, perlopiù prodotte in Brasile, ma mai all’altezza di una Penn.
Ultimo accessorio, per gli uomini: un paio di slip, di quelli corti, un po’ anni Settanta e un po’ gay. Nulla di meglio per muoversi con rapidità e scioltezza. In Brasile praticamente nessuno gioca con i braghini lunghi, marchio di fabbrica dei gringos. Negli USA, invece, se userete gli slip da tuffatore verrete quasi immediatamente bollati come gay, grazie all’omofobia dilagante. Gli americani, si sa, ragionano a compartimenti stagni.



Le regole, per chi vuole iniziare
Filosofia, innanzitutto. Il frescobol è un vero ‘gioco di società’, nel senso che, almeno a livello di divertimento puro, si gioca con qualcuno, non contro qualcuno. Per gli smaniosi dell’agonismo, che devono assolutamente ingolfare la credenza in salotto con coppe e medaglie da far vedere ad amici e fidanzate, è riservato il girone competitivo, semiprofessionistico. I comuni mortali si accontentano di giocare e sudare, e la ricompensa migliore per un buon gioco è quella di aver tenuto in aria la palla più a lungo possibile, magari con scambi forti e rumorosi (toc-toc!) e con qualche sguardo di ammirazione puntato addosso dai bagnanti annoiati. Fondamentale, dunque, è l’affiatamento che, nel tempo, dopo ore e ore di gioco, si può sviluppare con un partner. L’intesa è tutto, se si vuole giocare bene. In Italia, dove l’agonismo è dilagante, non pochi fanno fatica ad accettare uno sport in cui non si lotti contro qualcuno. Per questi olimpionici mancati è facile bollare il frescobol come ‘noioso’, in quanto non ci sono nemici da schiacciare (evviva il Brasile).
Ma veniamo al dunque: come si gioca a frescobol? Azzerate ogni conoscenza e impostazione che possano derivare dal tennis e dallo squash. Nel frescobol non esistono - se non in casi di emergenza per salvare una palla disperata - svolazzi di polsi, braccia distese dopo ampi caricamenti rotatori di spalle. Il frescobol è un gioco d’anticipo, tutto braccio. Più simile al ping-pong che non al tennis. Movimenti rapidi e contratti, senza tempi o spazi per caricare le braccia e farle roteare. Altro fattore importante è la posizione del corpo: scimmiesca, da lottatore di sumo. Ginocchia piegate, per garantire elasticità e pronta reattività al corpo. Il giocatore di frescobol può essere paragonato a una molla, pronta a scattare prima dell’arrivo della palla e ricaricata subito dopo il colpo. Non a caso i giocatori seri hanno fisici seri. Nel frescobol si muove tutto il corpo, o quasi.



Scopo del gioco è mantenere in aria la palla, ogni volta che questa tocca il terreno ci si ferma e si ricomincia. Bersaglio ideale è una specie di schermo televisivo che va dall’ombelico alle spalle del vostro partner. Niente palle in direzione delle caviglie o verso l’alto dei cieli, in questi casi riportarle alla giusta quota è impresa ardua, vista la velocità degli scambi e la breve distanza fra i giocatori. Quest’ultima è di circa sette metri, variabili a seconda delle condizioni esterne (affollamento della spiaggia, mamme per la passeggiata anti-cellulite che vi guardano incarognite, vento, onde da tsunami o meno, ecc.). I più giocano sul bagnasciuga, con un filo d’acqua sotto i piedi. Le onde a mezza gamba rendono difficile la risposta alle palle basse. I semiprofessionisti prediligono la sabbia pura, non bagnata, perché lì sei obbligato a tenere in alto la palla, non puoi fare trucchetti e riciclare una palla caduta per terra.
Il frescobol è ripetitivo. L’equilibrio di un buon gioco può essere definito con la costanza, quasi millimetrica, nel ripetere a piacimento lo stesso colpo. Dare sempre la palla nello stesso modo, per un buon numero di battute, e restituirla analogamente: questo è un buono scambio di frescobol. Altra caratteristica di questo sport è l’alternanza: un partner attacca, ‘sparando’ la palla con la maggior forza possibile, mentre l’altro difende. Dopo un po’ il ruolo si alterna: chi prima difendeva ora attacca, dopo un passaggio ‘fluido’, dichiarato a voce (vai!) o, per i telepatici che già hanno qualche migliaio d’ore di gioco assieme nel curriculum, in silenzio.
Non c’è due senza tre, diciamo noi in Italia. E a frescobol si può anche giocare in tre (quattro, cinque, sei…), divertimento garantito. Il più bravo (ma non necessariamente) da un lato, gli altri due (o più) da quell’altro. Palle alternate, con metodica precisione, senza confondere il bersaglio, ora a uno ora all’altro. Per i fanatici del tennis questa è fantascienza e inorridiscono, ma per fortuna al mondo non c’è solo Wimbledon.


Le regole, per chi vuole andare alle Olimpiadi
L’etica del gioco vorrebbe che, se possibile, le spiagge affollate andrebbero evitate. In realtà, in Brasile come in Italia, la stragrande maggioranza delle spiagge sono sempre affollate. Ma nel concetto brasiliano di folla ci sta pure il divertimento (dunque musica, birra, bikini striminziti e frescobol), non importa se a un centimetro dagli alluci a chi frequenta l’arena esclusivamente per dormire e abbronzarsi. L’ufficialità, persino in Brasile, impone il divieto di giocare a frescobol (o altri sport terroristici) in certe spiagge, soprattutto a Santos e a Rio, durante le ore di punta. Nello stato di Rio de Janeiro esiste addirittura una legge che prevede la prigione per chi molesta i bagnanti con pericolosi toc-toc. Sarebbe interessante sapere quante persone siano effettivamente finite dietro le sbarre per tale criminosa attività.
Per rimanere nell’ambito delle regole, ecco quelle ufficiali della disciplina, riservate a chi vuole partecipare alle gare che ogni anno si tengono qua e là lungo le coste brasiliane. Ci si può iscrivere in coppie o in trii, sia unisex sia misti. Sono contemplati quattro stili: libero (i giocatori mantengono la palla in aria per il maggior tempo possibile, arbitro l’orologio), veloce (vince la coppia o il trio che in un minuto fa il maggior numero di scambi), radicale (i giocatori mantengono la palla in aria per il maggior tempo possibile e devono effettuare il maggior numero di attacchi per atleta con potenza, precisione e su entrambi i lati) e specialista (uno attacca, l’altro difende; i giocatori mantengono la palla in aria per il maggior tempo possibile e l’attaccante deve effettuare il maggior numero di attacchi con potenza, precisione e su entrambi i lati). A fine stagione i vincitori della categorie ‘radicale’ e ‘specialista’ sono automaticamente promossi nel girone dei professionisti, senza possibilità di retrocessione. Tre sono le categorie: infantile (fino ai 16 anni), adulto (principiante, amatore, professionista e, se con più di 50 anni, senior) e aperta (tutti).
Le gare di solito si tengono in spiagge ampie e note per il frescobol, come quella do Flamenco a Rio o l’omonima a Salvador. Lì è possibile attrezzare aree separate, con reti di recinzione, tavolo per i giudici, tribuna per spettatori e podio. Durante le gare ufficiali è obbligatorio indossare una maglietta, di solito chiara. Nelle competizioni in luoghi distanti dalla spiaggia, piazze o parchi (una rarità), bisogna indossare short e maglietta. Anche racchette e palle devono seguire regole precise. Le prime non devono oltrepassare i 50 cm di lunghezza e i 25 cm di larghezza, mentre le palle non devono superare i 5,70 cm di diametro. Il peso delle racchette deve essere compreso fra i 300 e i 450 grammi, quello delle palle di circa 40 grammi. I colori delle palle, così come quelli delle racchette, possono essere variabili, a seconda del gusto degli atleti.



Frescobol da esportazione
L’opera divulgatrice, quasi missionaria, di alcuni fanatici del frescobol - brasiliani espatriati o turisti stranieri tornati a casa dopo essersi abbrustoliti sulle spiagge brasiliane -, ha fatto sì che oggi questo sport sia praticato, seppur in maniera assolutamente sporadica e con infinite variazioni sul tema (racchette qua e là diverse, zero regole scritte, accoglienza non sempre con il tappeto rosso da parte degli indigeni spaparanzati sullo sdraio), anche nel resto del mondo. Se non potete affrontare la non ridicola spesa di un volo per il Brasile, ma volete dedicarvi a questo sport, magari vicino a casa riuscirete a stanare qualche nicchia di fanatici, sempre pronti a contagiarvi. In Emilia Romagna, sulle sabbie di Marina di Ravenna, potete scovare qualcuna di queste mosche bianche al bagno Mosquito Coast o al Kuta Beach, il primo di ispirazione brasiliana, il secondo balinese. Basta tendere le orecchie, udire il toc-toc, gioco fatto. Oltre frontiera il frescobol è amato particolarmente in Spagna, in Australia (Sidney) e in Grecia. In quest’ultima circolano racchette di legno semi-quadrate con l’impugnatura piuttosto larga, all’apparenza tavolette da cucina per tritare le verdure, ma che in realtà funzionano benissimo. In Inghilterra un paio di giovanotti autoctoni ha addirittura fondato un’associazione di frescobol (la Frescobol Brasil, con sede a Notting Hill, Londra) e fabbrica racchette di legno in garage. A Goa, in India, troverete accaniti giocatori sulle spiagge di Vagator e di Morjim, da novembre a marzo (poi iniziano i monsoni e la festa è finita). In America, un brasiliano espatriato con il fiuto per gli affari ha messo in piedi la Frescobol do Brasil-USA, un sito web tramite il quale è possibile acquistare belle racchette in fibra di vetro, palle e accessori vari per posta.
Il frescobol, dunque, sta allargando i propri confini, seppur lentamente. Anche chi non vive in Brasile può praticarlo, basta una spiaggia (ma anche un parco pubblico con un buon manto erboso può andare bene), due racchette decenti e qualche pallina d’importazione, da noi introvabili. Rimane valido, però, il detto secondo cui la pizza andrebbe mangiata solo a Napoli. Nulla di meglio di un toc-toc su una spiaggia brasiliana. O quasi.



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21 commenti:

  1. Grande Pietro
    erano anni che cercavo di capire meglio dopo esser tornato dal Brasile...
    grande articolo
    Grazie ancora
    Antonio

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    1. prego, Antonio!
      se vuoi giocare in Italia, fai un salto a Marina di Ravenna, vai in spiaggia e, con le orecchie, cerca il TOC TOC. troverai qualche fanatico come me che picchia le palline Penn e disturba le mamme durante le passeggiate anticellulite.
      ciaooo
      Pietro

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  2. Grandissimo Pietro,
    vorrei comprare palline e racchette, in Italia dove posso trovarle? In quale bagno sei a Marina di Ravenna?
    Bye, Antonio.

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    1. caro Antonio,
      in Italia non so proprio dove reperire delle Forzanes. la cosa migliore sarebbe qualche tuo amico che vada in Brasile e le trovi per te (impresa peraltro non facile, solo alcuni negozi le hanno, è roba fatta a manina).
      palline Penn (blu): le compri in America, io ne ho un bidone a Bologna, ma sono a Okinawa e rientro a ottobre...
      buona estate e buon toc-toc!
      PS: a Marina di Ravenna prova al Mosquito, spesso c'è qualche peone che gioca, ma da quando molti brasiliani sono emigrati altrove non è garantito...

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    2. Grazie per la risposta Pietro,
      vedrò come fare.
      Ho dato un'cchiata sul Web e mi è saltato fuori questo link:

      http://www.fbcollection.com/accessories/frescobol/?gclid=CNK6uI_v-LECFcyHDgodKggAqw

      il prezzo mi sembra un pò esagerato..oppure è giusto?
      Cosa ne dici?
      Grazie ancora, ciao Antonio.

      N.B. - ma sulle spiagge di Okinawa a cosa si gioca?



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  3. 120 sterline per 2 racchette sono un'esagerazione! e poi vanno provate prima. le uniche che comprerei a scatola chiusa sono le Forzanes, ma anche quelle vanno scelte in base al peso (più leggere se sei fiacco, pesanti se hai braccia da scaricatore). cerca meglio, magari su qualche sito brasiliano. un amico ha preso roba decente di fibra di vetro (la seconda scelta, ma non sempre, dopo il legno) on-line.
    a Okinawa, purtroppo, non hanno la minima idea di che cosa sia il frescobol. però, per fortuna, hanno idee su altre cose...
    ciao!
    Pietro

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    1. sono d'accordo, andrebbero certamente provate.
      Ho avuto gli estremi di una persona che è in grado di costruire (anche racchette da spiaggia) piccoli oggetti in fibra di carbonio.
      Non conosco i prezzi ed avro' un contatto ai primi di settembre.
      Nel caso fossero abbordabili, si potrebbe fare una copia delle tue Forzanes in questo materiale: chissà cosa salterebbe fuori.
      Ti terro' informato potrebbero esserci i presupposti per un bel "progetto"!
      Buon proseguimento.
      Antonio

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  4. okkkk!
    ma se cerchi on-line troverai buone racchette in fibra di vetro. un amico le ha acquistate (posso chiedergli dettagli), le ha pagate il giusto e hanno funzionato molto bene.
    ciao, a presto
    Pietro

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  5. si, mi piacerebbe avere qualche dettaglio in merito. Intanto sto avendo contatti per delle Forzanes in legno ed ho visto che non si trovano a meno di R$ 70 l'una.

    (http://produto.mercadolivre.com.br/MLB-430064862-raquete-frescobol-forzanes-oca-radica-nova-cnota-fiscal-_JM

    Grazie e ciao.
    Antonio

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  6. caro Antonio,
    ho visto il link, 70 reais sono circa 27 euro, più la spedizione. non male, soprattutto se comparati alle 60 sterline (x2) degli inglesi (e NON per una Forzanes). anche il negoziante di Curitiba ci deve guadagnare (vengono dall'Espirito Santo), ma mi sembra roba seria. se non hai amici che vanno in Brasile e te le possono portare, meglio di niente. scegli un peso medio, a meno di non avere braccia da Popeye (più pesanti, nel caso).
    ho scritto al mio amico, ma è ancora in vacanza, spero che mi risponda a breve.
    ciao!
    Pietro

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  7. eccomi, Antonio.
    a riguardo delle racchette di fibra il mio amico dice: 'sono solo belle, ma in realtà funzionano male'.
    vai con le Forzanes, sono una garanzia.
    ciao!

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    1. Caro Pietro,
      ho inviato a contatti brasiliani già 5 mail tra annunci di vendita e la Forzanes stessa che ha tra l'altro anche un sito WEB dove però non si apre nessun link.
      Senza qualche italiano che voglia vendere la sua o un fortuito contatto con qualcuno che va/torna dal Brasile la vedo davvero dura.
      L'ultimo a cui ho inviato una mail alla fine della scorsa settimana è http://www.luiscalle.com/ ma ancora devo avere risposta.
      La ricerca continua, non demordo e ti aggiornerò su eventuali futuri sviluppi.
      Ciao e grazie ancora!
      Antonio

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  8. caro Antonio,
    che dire... a fare qualunque cosa con i brasiliani bisogna avere pazienza da vendere, com'è noto non sono svizzeri.
    se non ti fidi di un ordine on-line (posso capire), sii forte: in attesa che qualche amico ti porti due Forzanes come si deve dal Brasiu prendi due legni qualsiasi e gioca comunque. tenersi allenati è importante, e l'autunno è alle porte.
    sayonara!

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  9. ...in effetti dalla scorsa settimana quando sono tornato dal Salento, mi sento ancora il braccio "incandescente". In quei posti è ancora possibile giocare in pieno agosto sulla battigia ed ho spesso allenato il braccio con un vecchio racchettone in legno da 370 grammi ed una pseudo pallina in plastica simil frescobol. E' appunto sulla spiaggia di Alimini, vicino ad Otranto, che sono stato folgorato dall'inconfodibile "toc" del frescobol cui stavano giocando una coppia di ragazzi. Parlare con loro e fare qualche ricerca sul WEB ha scatenato in me l'incontenibile fregola di trovare l'attrezzatura originale.
    A breve dovrei entrare in contatto con un italiano che vive e lavora a Salvador de Bahia e quindi nel "quartier generale" della Forzanes.
    Il cuore comincia a battere più forte..
    Alla prossima.
    Antonio

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  10. in bocca al lupo!
    evviva l'asse Salento-Salvador

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  11. Caro Pietro,

    Che avventura! Mentre aspetto il contatto con il tizio di Salvador sento fortuitamente un mio ex compagno di scuola di Ravenna che mi parla di un suo amico che è attualmente a Rio. Da qui a coinvolgerlo nell' "affare" frescobol è un attimo. Per farla breve, sono riuscito ad acquistare due racchette in legno, peso circa 300 grammi, di ottima qualità (gli ha detto il venditore brasiliano) e marca non meglio identificata. Questa è la foto che mi è stata inviata, ti dice niente il logo? Conosci il marchio? http://i48.tinypic.com/rcuir4.jpg
    Nel "prendere o lasciare" ho comunque deciso di prendere, da qualche attrezzo dovevo pur iniziare! Considerato il caro vita di Rio ed il fatto che mi sono risparmiato le spese di spedizione, mi piace pensare che 40 euro cadauna possano non rappresentare una spesa troppo elevata.
    Wow, per il fine settimana forse il personaggio tornerà in Italia, non vedo l'ora di vederle e provarle.
    A tal proposito, potrei proprio fare un salto al Mosquito Coast se il tempo lo permette..
    Ciao, Antonio.

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  12. le conosco, Antonio, ne girano parecchie in Brasile, e credo che siano buone. 40 euro, però, non sono pochi. goditele, anche per me (vorrei avere la mia Forzanes, qui a Okinawa...)!

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  13. Oggi ci siamo svegliati sotto la pioggia battente preludio di un fine settimana davvero incerto.
    Vediamo come evolve e se effettivamente potrò venire in possesso delle racchette per il fine settimana.
    Spero di avere la possibilità di confrontarle sul campo con le tue Forzanes, appena possibile :-)
    Ciao!

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  14. Ciao Anonimo,
    se vuoi guardare un altro sito in cui si vendono racchette da frescobol vedi questo..www.frescobol.com.au
    io ho comprato la coppia in legno da questo sito e un esperto del frescobol, che tra l altro è il secondo in basso sulle due foto che pubblica pietro,mi ha detto che sono buone ma un pò troppo pesanti..e ha perfettamente ragione.ora anche io ne vorrei comprare una dal sito mercado livre ma credo che andrò a fortaleza a gennaio e quindi le acquisterò lì.ho anche due racchette in fibra..ma meglio il legno!!cmq ringraziop pietro per avermi fatto scoprire il frescobol a marina di ravenna e per avermi fatto scoprire il mosquito coast a cui già mi sento legato!!:)

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    1. Ciao Roberto sono Antonio,

      ho visto il sito, ma onestamente mi sembra che i prezzi siano piuttosto elevati, considerato che una Forzanes costa circa 30 euro. Se leggi i miei precedenti messaggi capirai l'avventura che sto vivendo per procurarmi le racchette.
      A beneficio anche di Pietro, evidenzio che rocambolescamente l'amico che era a Rio non mi ha acquistato un fico secco in quanto c'erano solo modelli molto pesanti (400 grammi in su).
      Forse il destino vuole che compri solo le Forzanes!
      Sono punto e a capo e quindi mi affido a tutti gli appassionati (del Mosquito Coast su tutti) a cui faccio un appello: riuscite ad acquistarmi una coppia di Forzanes come, questo modello (especial):
      http://i50.tinypic.com/1yvsn.jpg

      Sul colore posso anche passarci sopra, sul peso vorrei stare sui 300-320 grammi non di più.
      Nessun probema a pagare in anticipo.
      Un caro soluto, Antonio.

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    2. Ciao, mi chiamo Andrea, io costruisco a mano racchette da ferescobol in legno di mogano, teack, tiglio, okumè, tanganica, toulipiee, acero, faggio, iroko.
      Molto piu resistenti di quelle in fibra o simili.
      Contattami pure via mail. fraeb@hotmail.it
      pesi da 290g a 400g-
      saluti

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