sabato 1 dicembre 2012

GIAPPONE - A CACCIA DI BALENE (con lo zoom)


Da dicembre ad aprile, a Okinawa, è la stagione per avvistare le balene. Nello stesso periodo, purtroppo, si apre la caccia alle medesime. Anche quest'anno i paladini dell'associazione Sea Shepherd (http://www.seashepherd.it/) dovranno battersi contro i maledetti pescatori giapponesi che si dedicato a questa attività da trogloditi. Ma non tutti i giapponesi, per fortuna, infilzano e  mangiano questi antichi cetacei. Altri, per fortuna la maggioranza, li osservano con ammirazione e li coccolano per quello che sono: spettacolari animali preistorici a rischio di estinzione. A breve distanza da Naha, la bella capitale dell’arcipelago di Okinawa, ogni giorno verso l’ora di pranzo, dal porticciolo di Minato salpa l’imbarcazione della compagnia Marine House Seasir (www.seasir.com/naha/whale/). Ideale per una ventina di passeggeri, decisamente meglio per avvicinarsi ai cetacei delle grandi imbarcazioni che partono dal porto di Tomari (mezz’ora a piedi a sud di Minato). Dopo le istruzioni in giapponese date prima della partenza (illustrazione del comportamento delle balene, con tanto di cartelli e modellino di balena di plastica lungo trenta centimetri; descrizione dell’imbarcazione, i salvagente sono qui, i bagni là, se vomitate fatelo a poppa e non sottovento a prua; se avvistate una balena indicatela con l’indice e fate un urletto), seguite da mini-applauso in puro Nippon style per i membri della ciurma, in circa un’ora di navigazione si raggiungono le acque delle isole Kerama, le isole minori di Okinawa più vicine a Naha.




Qui, con un po’ di pazienza e fortuna, si avvistano i grandi cetacei, mentre fanno piroette nell’acqua e sbuffano nubi vaporose dal cocchiume prima di immergersi definitivamente negli abissi (la coda a perpendicolo dell’acqua è segnale di addio, bisogna essere veloci a fare click con la macchina fotografica). La balena che esce completamente dall’acqua ed esegue un carpiato completo, a mo’ di arcobaleno, è una vera delizia per gli occhi, soprattutto quelli dei fotografi, cui si può assistere solo ogni morte di papa. Un po’ come vincere la lotteria, ma sperare è gratuito. L’avvistamento medio prevede tre-quattro uscite a filo d’acqua per respirare, seguite dall’immersione definitiva, preannunciata dall’inarcamento del dorso e dalla fuoriuscita della coda (nel suo scientificamente approfondito Moby Dick, lo scrittore Herman Melville descrive la balena come ‘pesce sputante con una coda orizzontale’). Durante la navigazione ficcanaso capiterà di essere sorvolati dagli elicotteri militari americani, che si esercitano nelle Kerama (ogni tanto qualcuno si schianta contro gli abitati dell’arcipelago, e la gente locale non ne può più - vedi http://unitalianoaokinawa.blogspot.jp/2013/02/la-questione-americana.html). Dopo una decina almeno di avvistamenti si rientra a Minato: durata complessiva tre ore (4800 yen, circa 50 euro). Chi soffre il mal di mare dovrebbe prendere una pillola mezz’ora prima di imbarcarsi. A bordo: tè, impermeabili e sacchetti d’emergenza per chi il mare proprio non lo digerisce.

da Un italiano a Okinawa
http://unitalianoaokinawa.blogspot.jp/


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